fiori.jpg

Coerentemente con la nostra filosofia di salvaguardia della biodiversità e rispetto dell’ambiente e delle api, i nostri apiari vengono collocati avendo particolare cura di ricercare luoghi lontani da fonti di inquinamento e quanto più possibilmente immersi nella natura. Così, nel solco di quanto già praticato e a noi insegnato da Mario Friquet, padre di Alberto (fondatore di “Luce di Miele” insieme alla compagna Laura), abbiamo deciso di continuare a produrre il nostro miele più raro e pregiato nella parte maggiormente lontana e difficilmente raggiungibile della Val Troncea, un Parco naturale sito nell’alto Piemonte. Le difficoltà di raggiungere l’apiario con mezzi idonei al trasporto delle api e alla loro cura e la limitata (e ancor prima incerta) produzione di miele dovuta all’alta quota e al clima, sono però ricompensate dalla qualità e purezza del miele che mai delude il palato anche dei più esigenti amanti del “nettare degli dei”.

 

Particolare cura viene posta anche alla smielatura, che avviene ancora a mano in tutte le sue fasi, sino all’etichettatura. Ogni prodotto dell’alveare è “valorizzato”, compresa la cera che viene tutta recuperata e reimpiegata in parte nell’alveare e in parte, quella più preziosa e pura (cosiddetta cera d’opercolo), per la realizzazione di candele di cera d’api.

MIELE MILLEFIORI DI ALTA MONTAGNA

millefiori.jpg
bio.png

Questo raro e pregiato miele viene prodotto nel cuore del Parco Naturale della Val Troncea (Alpi Cozie), luogo circondato da alte vette e attraversato dal torrente Chisone che nasce dal monte Barifreddo a circa 1.900 m. s.l.m. Lungo la valle, dal mese di giugno sino a settembre inoltrato, portiamo i nostri apiari collocandoli ad un’altitudine che da circa 1650 m. slm giunge sino ai 1.900 m. slm.. L’alta quota ne rende la produzione assai limitata sia a causa della ridotta quantità di flora presente sia a causa del breve periodo di fioritura dovuto alle rigide temperature. Le arnie vengono portate ai piedi di alti pendii, lungo il corso del torrente Chisone, in un luogo incontaminato, di rara bellezza e difficilmente raggiungibile se non a piedi o in bicicletta (è infatti vietato l’accesso con mezzi a motore). Questo miele è composto quasi esclusivamente da rododendro e timo serpillo il cui nettare viene raccolto dalle api sin oltre i 2.000 metri di quota. Il colore è molto chiaro, quasi bianco; il sapore è raffinato e delicato al gusto e all’olfatto, con accentuate note floreali di rododendro; la consistenza - data da una attenda ed accurata lavorazione che porta ad una cristallizzazione molto fine – è cremosa; il sito di produzione lo rende infine particolarmente puro e non inquinato.

 

Classificato al terzo posto al concorso “Franco Marletto – Mieli tipici piemontesi” ed. 2021, categoria Millefiori di Alta Montagna delle Alpi.

MIELE DI ACACIA

acacia.jpg

Luce di Miele pratica il cosiddetto “nomadismo” ovvero gli apiari vengono spostati da un territorio all’altro a seconda delle stagioni e delle fioriture di interesse. Così, terminata la smieletura del miele di alta montagna, tra la fine del mese di settembre e l’inizio di ottobre le arnie vengono trasferite a Pecetto Torinese, località della collina torinese nota per l’importante presenza di ciliegi che nel periodo della fioritura rendono il paesaggio incantato e immerso in una nuvola di petali bianchi. In questa atmosfera, gli apiari vengono collocati in prossimità di zone boschive con presenza di alberi di acacia. Qui, nelle annualità in cui le condizioni climatiche lo consentono (ormai purtroppo sempre più raramente), viene prodotto il miele di acacia, dal tipico colore paglierino chiaro, di consistenza sempre liquida e particolarmente adatto, per il suo aroma assai dolce e leggero, ad essere utilizzato come dolcificante o ingrediente in diverse ricette (ha infatti un’alta percentuale di fruttosio). 

miele IN FAVO

miele in favo.jpg
bio.png